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Galleria d'Arte Moderna
 


Galleria d'Arte Moderna di Bologna
 
La Galleria, aperta per la prima volta nel 1925, possiede un nucleo di collezioni storiche che rappresentano l'evoluzione delle tendenze artistiche in un arco cronologico compreso tra la fine del Settecento e il 1945. Lo spazio espositivo deriva dalla volontà di Nerina Armandi Avogli di istituire una galleria d'arte moderna. A questo scopo, la Avogli nel 1916 lascia l'edificio di Villa delle Rose al Comune, che all'epoca possedeva una notevole quantità di collezioni, perlopiù provenienti da lasciti e donazioni di cittadini privati. Tuttavia, nel corso degli anni successivi, sopratutto a causa dell'intensa politica di acquisizioni della Galleria e dell'incremento delle opere, questo spazio si rivela inadeguato. Nel 1975 la galleria viene spostata nell'attuale sede. Questa istituzione promuove anche iniziative di grande interesse, come il Concorso Curlandese, nato grazie al fondo messo a disposizione da Pietro Duca di Curlandia nel 1785, e il Premio Baruzzi, intitolato all'artista che lo fondò nel 1885 Cincinnato Baruzzi. Grazie anche a questi concorsi, le raccolte della Galleria si sono arricchite di opere nel corso degli anni. Il primo allestimento prevedeva l'esposizione di più di 150 pezzi, soprattutto di arte ottocentesca, tra i quali un Hayez, vedute di Bassi e di Fantuzzi, paesaggi di Bertelli, opere della secessione bolognese di Alfredo Protti, Giovanni Romagnoli, Garzia Fioresi, Carlo Corsi, Guglielmo Pizzirani, ed altri. L'allestimento successivo è già orientato decisamente verso l'arte novecentesca sorattutto locale, con la presenza di un De Pisis, di quasi una ventina di pastelli, opera di Lorenzo Viani, dei bolognesi Ilario Rossi, Bruno Saetti, Farpi Vignoli e di tre pezzi del grande Morandi. A partire dal dopoguerra la Galleria riprende la solida politica di acquisizioni di arte contemporanea che, assieme alle collezioni storiche e ai lasciti segna un incremento del suo patrimonio artistico: negli anni '60 e'70 si aggiugono opere del futurista Athos Cesarini, di Carlo Corsi e di Guglielmo Pizzirani, di Saetti, oltre a pezzi di Treccani, Covili, De vita, Guidi, solo per nominarne alcuni. Negli anni '80 la Galleria tende a promuovere l'accrescimento del corpus delle incisioni, in accordo con la nascita a Bologna di una scuola dedicata a questa tecnica sull'esempio di Morandi. In questo modo le raccolte acquisiscono pezzi notevoli di autori come ad esempio Mauro Staccioli, Alighero Boetti, Carla Accardi, Pino Spagnulo, Giorgio Griffa, Claudio Verna, Mario Schifano, Dadamaino, Emilio Tadini, Giosetta Fioroni. Successivamente l'orientamento in materia di acquisizioni si dirige verso artisti come Tancredi, in rappresentanza dell'arte Informale, Melotti, Scialoja, Nigro e Turcato in ambito astratto, e poi Vaglieri, Romagnoni e Ceretti, Pascali, Angeli, Festa, Schifano, infine, Varisco e Boriani, esponenti dell'arte Programmata e Cinetica. Anche gli artisti che aderiscono alle correnti derivate dall'arte concettuale e poverista sono rappresentati con nomi come Zorio, Parmiggiani, Nagasawa, Penone e Mertz, così come troviamo opere della ricerca di Bernardoni, De Vecchi, Jori, Landi, Bottarelli, Sartelli, Violetta, Benati ed altri. Ma va messa in rilievo anche l'attenzione della Galleria verso una panoramica italiana più ampia che comprende autori come i milanesi Arienti, Bonfiglio, Garutti, Mazzucconi, Cattelan, i romani Ceccobelli, Nunzio e Tirelli e poi Carboni, Gastini, Corneli. In tempi recenti, i dirigenti della Galleria hanno esteso il loro interesse ad artisti di livello internazionale come Schnabel, Gilbert & George, Boltanski, Paladino e Cragg, Zorio, Nitsch, Erwin Wurm, Salvo e Luigi Ontani.

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