Luogo: Roma Indirizzo: Ospedale S. Spirito - Lungotevere in Sassia, 3 Telefono: 06/6787864 Giorni di apertura: Lunedi, Mercoledi, Venerdi Sito Web: Museo Storico Nazionale dell'Arte Sanitaria Tipologia: Specializzati Visitato: 1887 volte
Museo Storico Nazionale dell'Arte Sanitaria di Roma
Il Museo deriva dal nucleo iniziale dell'antico Museo Anatomico cui si aggiunsero negli anni'30 del Novecento le raccolte di Giovanni Carbonelli e Pietro Capparoni, artefici dell'istituzione museale. Il Museo Anatomico originario, del quale ancora si conservano delle collezioni, era stato concepito come strumento per la didattica. Fu l'occasione dell'Esposizione Internazionale di Roma di Arte Retrospettiva del 1911 a fornire lo spunto per la creazione del Museo odierno. L'esposizione è allestita all'interno di una parte dell'Ospedale Santo Spirito in Sassia e propone un percorso articolato in diversi e suggestivi ambienti seicenteschi. La Sala Alessandrina espone una raccolta di tavole anatomiche di inizio Ottocento realizzate da Antonio Serantony in collaborazione con l'anatomista Paolo Mascagni. Tra di esse va ricordata la stampa che raffigura una figura femminile con ventre sezionato e le raffigurazioni del Microcosmo, del Cervello e del Fegato, opere su tavola appartenute al chirurgo Guglielmo Riva. La Sala Flajani conserva la parte dell'antico Museo Anatomico, ovvero la raccolta di preparati anatomo-patologici, che comprende esempi di malformazioni natali e di lesioni connesse alla sifilide, oltre alla collezione delle cere tardo settecentesche realizzate da Manfredini con la supervisione scientifica dell'anatomista Carlo Mondini. Si tratta di una collezione voluta dal cardinale Francesco Saverio de Zelada, che in questa occasione commissionò il primo studio ostetrico in più di trenta esemplari, la raccolta dei tronchi anatomici e delle relative tavole esplicative. In questa Sala è visibile anche la raccolta ottocentesca di calcoli provenienti da reni, fegato e vescica. La Sala Capparoni è dedicata alla storia della medicina nell'antichità. Essa raccoglie ex-voto, a partire dall'epoca etrusca fino a quella moderna, ed esemplari di oggetti ritenuti curativi come il corno di narvalo e la palla di bezoar, ricavata dai ruminanti. Altri elementi notevoli esposti nella sala sono la seicentesca venere anatomica in avorio e il clistere dello stesso periodo e materiale. La farmacie portatili esposte costituiscono importanti testimonianze storiche del Sei, Sette e Ottocento. Va ricordata anche la Siringa di Mauriceau, con la quale si praticava il battesimo tramite la cavità uterina ai nascituri in pericolo di vita. E' presente anche un'apparecchiatura ottocentesca per l'elettroterapia. La Sala Carbonelli contiene la cattedra del Lancisi utilizzata per le assemblee a carattere scientifico e una serie di strumenti ostetrici, microscopi, occhiali, strumenti chirurgici, apparecchi del primo Ottocento usati per l'anestesia, una bottiglia di Leyda e l'apparecchio originale di Avogadro. Oltre a questo nella Sala si trovano erbari settecenteschi, una serie di immagini che raffigurano soggetti pertinenti alla medicina o alle patologie, un torchio ligneo seicentesco usato in ambito farmaceutico e la raccolta di strumenti chirurgici donati da Vittorio Emanuele II. La Farmacia riproduce un ambiente seicentesco originale inclusa la pavimentazione in cotto e il soffitto. Essa è dotata di accessori come i cucchiai, la bilancia e i recipienti che contenevano le sostanze impiegate per le preparazioni. Il Laboratorio Alchemico invece propone la ricostruzione di un ambiente dominato da magia, tradizione popolare e superstizione. In questo locale sono presenti pezzi come la porta ermetica, sulla quale sono incisi segni esoterici, oltre a contenitori e strumenti utilizzati per le pratiche e le preparazioni alchemiche, come le storte, gli alambicchi, i capitelli, le campane e le bocce. Interessante è il camino che contiene il forno usato dagli alchimisti per estrarre i principi attivi dalla piante. Il Museo contiene anche una biblioteca ricchissima, che conserva oltre diecimila testi in materia di storia della medicina risalenti a un arco di tempo tra il Cinquecento e l'inizio del Novecento tra i quali sono presenti diverse edizioni preziose e rare.