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Museo di Storia Naturale
 


Museo di Storia Naturale di Venezia
 
Il Museo di Storia Naturale di Venzia ha sede nel Palazzo denominato Fontego dei Turchi, edificato nel corso della prima metà del XIII secolo dalla famiglia Pesaro. Nel 1381 il Palzzo divenne proprietà del Marchese di Ferrara, Nicolò d'Este, mentre in seguito, dopo diverse vicissitudini e passaggi di proprietà, la Repubblica di Venezia lo assegnò ai Turchi. Il Palazzo fu adibito a sede commerciale dai Turchi fino al 1838, per poi divenire sede del Museo Correr e, a partire dal 1923, del Museo di Storia Naturale. L'attuale aspetto del Palazzo è da attribuirsi a diversi interventi di resturo, effettuati nel corso dell'Ottocento, mentre l'iniziativa di istituire il Museo è stata presa da Giorgio Silvio Coen. Il Museo fu aperto al pubblico nel 1928 e, oltre alle collezioni naturalistiche ed etnografiche già presenti, vi confluirono le raccolte dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. I pezzi esposti, alcuni dei quali di grande valore, sono circa due milioni, cifra raggiunta nel corso degli anni, grazie a donazioni, depositi e acquisizioni. Tra le collezioni zoologiche, sono da menzionare quelle di uccelli, di molluschi e di insetti, tra cui quella di imenotteri è una delle più rilevanti al mondo. Tra le collezioni botaniche, meritano particolare interesse gli antichi erbari, l'algarium e la raccolta micologica, mentre la collezione di piante e pesci fossili non è da dimenticare in quanto proviene da uno dei giacimenti fossiliferi italiani più famosi, quello di Bolca. Le raccolte ottocentesche comprendono quella mineralogica e quella dei preparati anatomici, mentre tra le acquisizioni più recenti spicca la collezione di Giancarlo Ligabue, paleontologo ed etnologo veneziano. Interessante è anche la sezione riservata a settori non direttamente pertinenti alla storia naturale vera e propria, come la raccolta dei modelli di imbarcazioni e strumenti di pesca, un tempo usate nella laguna di Venezia, donata dal conte Alessandro Pericle Nanni e realizzata da Angelo Marella, i reperti etnografici raccolti da Giovanni Miani nel corso dei suoi numerosi viaggi e i trofei di caccia provenienti dalla collezione di Giuseppe de Reali. Tra le curiosità spiccano i due Basilischi, creature fantastiche costituite da parti di animali diversi e, nel corso del XVI e del XIX secolo, scambiati per veri e un esemplare di imbarcazione medievale, costruita utilizzando un tronco di rovere.

Attualmente il Museo è in restauro e sono aperte al pubblico la Sala Spedizione scientifica Ligabue e l'Acquario delle tegnue.
Orario: da martedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 16.00.
Ingresso libero.

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